RE’VIEW: Sophie Ellis-Bextor, “Perimenopop” (recensione album)
Lascia un commento22 settembre 2025 di Fabrizio Re'Volver Daquino
Ci sono artisti che, quando tornano con un nuovo disco, ti fanno sentire subito a casa. Sophie Ellis-Bextor è una di queste. Dopo l’inatteso revival di Murder on the Dancefloor (riportata nelle classifiche mondiali grazie al film Saltburn), avrebbe potuto limitarsi a cavalcare la nostalgia. Invece no: con Perimenopop sceglie di guardare avanti, con un album che mescola la sua inconfondibile anima disco con nuove sfumature più mature e consapevoli.

Il bello di questo disco è che non cerca lo shock sonoro. Non troverai produzioni iper-sperimentali o collaborazioni fuori contesto: Perimenopop è fedele al DNA di Sophie. Ma questa fedeltà non significa immobilità. Al contrario, i brani hanno un’energia fresca, resa possibile grazie a un lavoro di produzione curato nei minimi dettagli.
I bassi pulsanti e le linee di synth riportano subito agli anni ’70 e ’80, ma sono filtrati attraverso una sensibilità moderna. Non c’è mai la sensazione di ascoltare un “tributo al passato”: è piuttosto un ponte tra epoche, in cui la disco classica si veste con sonorità elettroniche più pulite e radio-friendly. È un sound che riesce a sembrare elegante e pop allo stesso tempo, senza mai cadere nella banalità.
Tra i momenti più riusciti di Perimenopop spicca “Taste”, realizzata con MNEK, che gioca con beat ipnotici e un ritornello talmente contagioso da restare in testa per ore: è il brano più immediato e spensierato del disco, quello che ti fa venir voglia di ballare a ripetizione. “Freedom of the Night” è invece un inno dance in pieno stile Sophie, con un ritmo incalzante che richiama l’atmosfera dei club ma senza perdere quella leggerezza pop che la contraddistingue. In “Relentless Love” emerge la sua vena più romantica, sostenuta comunque da un beat costante che trasforma la malinconia in un momento da vivere con il corpo, non solo con la testa. Infine c’è “Vertigo”, probabilmente il pezzo più “dark disco” dell’album, con un’aura più misteriosa e intrigante, capace di mostrare un lato diverso rispetto ai singoli più luminosi.

Il titolo stesso è una dichiarazione di intenti: Sophie parla della fase della vita che sta vivendo, con ironia e senza paura. La musica riflette questa sincerità: ci sono momenti luminosi e festosi, ma anche tracce in cui emerge una profondità emotiva meno immediata. È come se dicesse: “Posso ancora farvi ballare, ma non ho bisogno di nascondere quello che sono oggi”.
Questa doppia anima – la leggerezza della disco e l’introspezione della maturità – è la vera forza del disco. Non tutte le artiste pop riescono a bilanciare questi due mondi senza sembrare nostalgiche o forzate. Sophie, invece, sembra a suo agio: non rincorre trend, non finge di avere vent’anni. Resta sé stessa, ed è proprio questo a renderla attuale.
Perimenopop non è un album che cerca la rivoluzione: non troverai il brano “mai sentito prima”. Ma è un lavoro estremamente godibile, ben costruito e sincero. Se cerchi il pop che fa ballare senza svuotarsi di significato, qui troverai quello che fa per te.
È un disco che vibra di energia e leggerezza, ma allo stesso tempo parla di crescita, tempo che passa e consapevolezza. Un equilibrio raro, che solo un’artista con la storia (e la personalità) di Sophie Ellis-Bextor poteva raggiungere.
