THE RE’VOLVER REVIEW: Madonna “Rebel Heart Tour”, Barcellona 24.11.15 (Recensione/Video/Foto)

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27 novembre 2015 di Fabrizio Re'Volver Daquino

Era una notte molto fredda a Barcellona, quella del 24 Novembre 2015. Tutta colpa di Burian, l’anticiclone artico proveniente dai balcani che ha investito l’Europa, prendendo alla sprovvista i fan di Madonna. Fuori dal palazzetto una lunga coda di gente cerca riparo dentro i propri cappotti, sciarpe e cappelli. Resistono perché sanno cosa li attende da li a qualche ora.
Quel giorno io ero fra quelle persone, in fila già dalle 19:00 per passare i controlli dei Mossos d’Esquadra che in maniera molto scrupolosa hanno diviso la folla in due file: una per soli uomini e una per sole donne.
Fortunatamente i tempi d’attesa sono stati più brevi di ciò che mi aspettavo e dopo un’ora esatta siamo riusciti ad entrare all’interno del Palau Sant Jordi.
Corro a prendere il mio posto in tribuna e approfittando del dj set che faceva da apertura al concerto, riesco ad avere il tempo per andare in bagno, comprare da bere e da mangiare e fare un salto al banco del merchandising ufficiale per accaparrarmi la mia solita copia del tourbook.

Alle 21:45 della signora Ciccone ancora nemmeno l’ombra, le luci sono accese e il pubblico inizia a scaldarsi improvvisando cori da stadio e “ole” che partono dalle tribune.
Alle 22:05 qualcosa inizia a muoversi dietro le quinte e dalla mia postazione riesco a vedere i ballerini passare da dietro le quinte per infilarsi sotto il palco, mentre una decina di minuti dopo vediamo un tecnico dello staff appeso con un gancio a una ventina di metri che cerca di “allacciare” Madonna all’interno della gabbia.
Da qui in poi il palazzetto viene invaso da un turbinio di urla, grida e fischi. Il mio cuore inizia a battere più forte. Ci siamo quasi, tra qualche minuto Lei sarà di nuovo davanti a me, per la quarta volta e non riuscirò mai ad abituarmi a questo. Mai.

Alle 22:25 circa si spengono le luci.
Buio totale.
Il pubblico esplode in un boato.
Parte il video sui megaschermi e in un attimo il Palau Sant Jordi si colora di blu, viola, fucsia.
Scende la gabbia e Madonna inizia a cantare Iconic, accompagnata da ballerini/samurai che impugnano enormi lance e si muovono su e giù sulla passerella a forma di croce.

Lei è energica, solare e sorridente. Nonostante i tre mesi di tour già intrapesi in giro per il mondo, non riesco a notare il minimo affaticamento in quello che fa ed è chiaro fin dalla prima canzone che ha solo voglia di dare spettacolo e regalare emozioni.
E tra un viaggio in Giappone con Bitch I’m Madonna e un “ultima cena” con suore e preti di colore con Holy Water/Vogue e Devil Pray, arriva al momento che più attendevo della serata. Deeper and deeper!
Dalle tribune il pubblico si alza in piedi, me compreso e inizia a saltare e battere le mani, urlando le parole della canzone a memoria. Dietro di me vedo due ragazzine di 18 anni circa che cantano e ballano su una canzone scritta quando ancora non erano neanche venute al mondo.
È tutto semplicemente fantastico!

Difficile trovare un difetto in questo tour.
La scelta delle canzoni secondo me è azzeccata, seguondo tutte una linea comune che è quella di un viaggio nel tempo, attraverso una discografia sempre d’alto livello. La Ciccone ce lo dimostra mescolando la “nuova” Heartbreak City con la “vecchia” Love don’t live here anymore, come a volerci dire “Hey! Sono passati vent’anni ma le mie canzoni sono sempre fighe allo stesso modo!”.
Like a Virgin suona in una maniera completamente nuova, forse la base più figa dal Confession Tour, e riesce ancora una volta a fare alzare in piedi anche le signore di sessant’anni, facendole ballare come non facevano da una vita!

In questo show anche i video interlude riescono a rendere interessante la visione e a non annoiare mai il pubblico, come in Sex/Justify my love e la sua interessante lezione di “sessuologia”.
Si ritorna subito a ballare con Living for love e il Palau Sant Jordi in un attimo si trasforma in un club di New York. Questa è una delle rare volte in cui non rimpiango la versione originale di una canzone rimpiazzata da un ottimo remix!

In genere non ho mai amato molto la parte “gipsy” di ogni tour di Madonna, ma anche qui i brani vengono rivisitati con una buona produzione musicale. Da La Isla Bonita passando per Dress you up e Lucky star, il viaggio negli anni 80 della nostra Diva diventa una piacevole festa Latinos sicuramente di livello superiore rispetto al MDNA Tour e al Sticky & Sweet Tour, dove tutto era “troppo” gipsy!

Sceglie Don’t Tell Me per la tappa catalana come brano per chitarra e voce, e il pubblico apprezza la scelta cantando con lei tutte le strofe della canzone.

Illuminati è il video interlude più bello che io abbia mai visto dal Confession Tour in poi! Semplicemente geniale, una di quelle cose che in video non potrà mai rendere giustizia alla maestosità della performance circense!

Ed eccoci giunti alla parte che più ho amato di questo concerto: Music e Candy Shop!
La coreografia del pezzo, i costumi, le luci, la scenografia, la musica travolgente… ho amato ogni cosa di questa parte finale del Live! Appena è partito il beat inconfondibile di Music ho fatto un balzo dalla sedia e ho iniziato a ballare insieme al resto della tribuna! Era impossibile rimanere fermi! Madonna in questo parte è stata particolarmente carica e ha fatto esplodere la platea spagnola coinvolgendo chiunque. Ho amato questo momento come amai Hung Up dieci anni fa!

E se proprio devo trovare un difetto a questo tour, se proprio ne volete uno, vi posso dire che la parte musicale di Material Girl per me non è stata molto azzeccata. Il remix di Diplo qui ha toppato, secondo me. Un brano “storico” come questo poteva essere reso più coinvolgente anche lasciandolo con il suo groove originale. Ma parliamo proprio di un difetto MOLTO irrilevante rispetto al resto dello spettacolo.

Divertente la versione di Unapologetic Bitch e l’ormai famoso “gioco della banana”. Una Madonna inedita e “giovane” a modo suo che ride e scherza coinvolgendo il pubblico come in un varietà del sabato sera. Questa mi mancava!

Ci saluta sulle note di Holiday, resa sempre attuale da una base che non la stravolge più di tanto, ma al tempo stesso la ringiovanisce di trent’anni. La rievocazione del Reinvention Tour con le bandiere delle nazioni chiude il concerto ricordandoci che quello che abbiamo visto non era un concerto qualsiasi, ma “Il Concerto” della sua vita, della sua carriera!
La Regina si è ripresa il suo trono e ci teneva solo a ricordarci che sarà suo per ancora molti molti anni.

E intanto Burian è rimasto fuori, mentre dentro il palazzetto, Madonna ha riscaldato ancora una volta i nostri cuori.
Come sempre.

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Fabrizio Re’Volver

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