THE RE’VOLVER INTERVIEW: intervista con Lorenza Ghinelli, finalista al Premio Strega.

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16 gennaio 2016 di Fabrizio Re'Volver Daquino

La scrittrice finalista al Premio Strega 2012, ospite speciale a The Re’Volver Blog, ha risposto ad alcune mie domande sul suo ultimo romanzo e sulla sua carriera.
Ma prima di farvi leggere la mia intervista esclusiva all’autrice di Almeno il Cane è un Tipo a posto, vi racconto brevemente chi è Lorenza Ghinelli.

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Lorenza Ghinelli è una giovane scrittrice italiana nata nell’ottobre del 1981 e cresciuta a Rimini.
A sette anni ha un’unica certezza: vuole scrivere. Nel 2001 viene ammessa al Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Lo termina nel 2003 e si laurea con lode in Scienze della Formazione, con una tesi sull’autobiografia nelle relazioni d’aiuto.
Nel 2010, edito da Marsilio, esce J.A.S.T. (Just Another Spy Tale), una spy-story a “episodi” scritta insieme ai prodi Simone Sarasso e Daniele Rudoni.
Nello stesso anno viene assunta dalla Taodue come editor e sceneggiatrice. Si trasferisce a Roma e collabora alla scrittura della fiction Il Tredicesimo Apostolo, per Canale5.
Nel 2011 Newton Compton pubblica il suo primo romanzo horror Il Divoratore ed è l’anno del boom. Alla Fiera di Francoforte se lo accaparrano sette Paesi e in Italia scala le classifiche.
Nel 2012, sempre con Newton, pubblica La Colpa, romanzo che le permette di arrivare finalista al Premio Strega.
L’8 giugno dello stesso anno le è stato conferito il premio “Cesena e le sue pagine” dalla Confesercenti di Cesena.
Nel 2013 esce Sogni di Sangue, un racconto per gli 0,99 della Newton.
Sempre nello stesso anno la Newton pubblica Con i tuoi occhi, giallo dalle atmosfere noir.
Ora vive a Rimini e lavora come freelance scrivendo romanzi, racconti, sceneggiature e facendo docenze anche per la Scuola Holden. Collabora con la Westegg in qualità di editor e tutor.
Ha scritto diversi racconti pubblicati in antologie edite da Newton Compton, Elliot e Guanda.
Ha fatto anche parte, con orgoglio, della redazione di Carmilla.
A Novembre 2015 esce il suo ultimo romanzo edito da Rizzoli, Almeno il Cane è un Tipo a posto, il primo della sua carriera scritto per ragazzi.
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-Ciao Lorenza e benvenuta a The Re’Volver Blog!
“Almeno il cane è un tipo a posto” è il tuo primo libro per ragazzi: da cosa è partita la scelta di rivolgerti ad un pubblico completamente differente dai tuoi romanzi precedenti?
“Sto vivendo un periodo molto sereno, ma non scordo di certo gli stati d’animo che mi hanno accompagnato fino a qualche anno fa. Questo per dirti che ho sentito il bisogno di scrivere il libro che mi sarebbe piaciuto leggere da giovanissima. Allo stesso tempo sono convinta che le storie non abbiano età, l’unica divisione che faccio è tra buona letteratura e pessima. La narrativa dev’essere trasversale, sempre.”

-In questo tuo ultimo libro sono presenti molti personaggi: c’è tra di loro qualcuno da cui hai preso spunto nella vita reale?
“Ogni personaggio che scrivo mi è stato ispirato da incontri (e scontri) che ho fatto nella vita, che ne sia consapevole o meno. Scrivere è uno strumento per edificare ponti, ma prima ancora mi serve per elaborare le esperienze.”

-Bullismo, bulimia e violenze domestiche sono solo alcuni dei temi trattati all’interno del libro: ti sei mai trovata in passato ad affrontare in prima persona problematiche come queste?
“Sì, come tutti del resto. È brutto dirlo, ma queste esperienze sono all’ordine del giorno. Ciò che le rende ancora più gravi è il tabù che le accompagna. Per questo occorre parlarne, per questo è necessario che i libri raccontino storie capaci di mostrare ai ragazzi delle vie d’uscita attraverso il dialogo e il confronto. Abbiamo tutti bisogno di sapere che a prescindere da quello che ci è capitato nella vita possiamo scegliere che persone diventare.”

-L’amore omosessuale inizia ad essere sempre più presente nella tv di oggi, così come al cinema, ma sei stata forse l’unica in Italia ad inserire l’argomento in un libro per ragazzi: hai avuto paura delle conseguenze che poteva portarti questa scelta?
“No. L’amore è amore, la gente se n’è accorta da un pezzo, nonostante i nostri politici preferiscano tutelare i propri interessi piuttosto che i cittadini.
Per me è stato importante parlare della storia d’amore tra Sara e Fiamma perché è giusto che i ragazzi imparino leggendo che esistono tanti modi diversi di essere normali, ognuno deve semplicemente trovare quello che più gli si confà, in grande libertà.”

-Tornerai di nuovo a scrivere libri per ragazzi in futuro, magari iniziando una saga che racconti la crescita di Massimo e i suoi amici?
“Scriverò senz’altro nuove storie che parlino anche ai giovanissimi, ma non nutro particolare amore verso le saghe, non si confanno col mio bisogno di esplorare continuamente nuovi sentieri.”

-Se dovessero proporti di adattare “Almeno il cane è un tipo a posto” per il cinema o la televisione, accoglieresti di buon cuore la proposta? O avresti paura che ne rovinino l’essenza della storia?
“Stapperei una bottiglia di spumante con gli amici, subito. E chiederei di partecipare alla sceneggiatura.”

-So che in passato ti sei cimentata nel campo della sceneggiatura, come ad esempio con “Il Tredicesimo Apostolo” per Mediaset. Hai mai pensato di scrivere una serie televisiva tutta tua?
“Collaborare al Tredicesimo Apostolo è stata un’esperienza importante, ma non indolore: al tempo non ero ancora conosciuta per i miei romanzi e lavoravo come interna, ho scritto molti soggetti che non ho firmato (nel contratto iniziale cedevo anche la proprietà intellettuale di quello che creavo), e ho capito che come creativa non sarei riuscita a reggere quel mondo. Preferisco la narrativa, è molto più libera e mi permette di compiere veri e propri viaggi dentro me stessa. La televisione ha ritmi frenetici che non consentono di studiare e approfondire gli argomenti che vengono trattati, cosa che per me è invece di assoluta importanza. Non escludo di scrivere ancora per la televisione, ma di certo lo farò a condizioni diverse.”

-Di cosa ci parlerai nel tuo prossimo romanzo? Tornerai a terrorizzarci o a farci commuovere?
“Entrambe le cose, mi auguro. Sto lavorando per questo.”

Fabrizio Re’Volver

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