RE’VIEW: The OA (recensione prima stagione)

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26 gennaio 2017 di Fabrizio Re'Volver Daquino

​⭐⭐⭐⭐⭐ 5/5

NO SPOILER!

La serie del 2016 che più ha diviso pubblico e critica, tra chi la definisce capolavoro assoluto e chi invece crede di aver solo sprecato del tempo, è stata senza ombra di dubbio The OA. Io appartengo alla prima categoria.

The OA è una serie originale Netflix composta da una prima stagione di 8 episodi creata da Zal Batmanglij e Brit Marling che nella serie interpreta anche il ruolo della protagonista Prairie Johnson.
La trama è un susseguirsi di misteri ed enigmi sulla scia di serie cult come Lost e Twin Peaks e pone domande alla quale il pubblico cerca disperatamente risposte nel corso di tutto l’arco narrativo. Alcune di esse vengono date con il contagocce man mano che gli episodi scorrono, altre rimangono sospese in un limbo in attesa che una seconda stagione possa fornircele.

Ciò che ho amato di questa serie sopra ogni cosa, non è stato tanto il cercare di arrivare in fretta ad una soluzione e smascherare tutti i retroscena, ma il viaggio in sè che The OA intraprende insieme allo spettatore che diventa, involontariamente a sua insaputa, uno dei cinque ascoltatori. Ciò che è importante per riuscire a seguire una serie di questo genere è lasciare la realtà fuori dalla nostra vita ed immergerci completamente in un mondo dove tutto e concesso, come perdere la vista e riacquistarla.
L’essenza di The OA non risiede tanto nel drammatico e commovente finale, ma nel potere della narrazione stessa che riesce a farvi abbandonare un mondo per entrarne in un altro. Sarà capitato a chiunque almeno una volta di aver letto un libro che ha cambiato la vostra vita e mostrato il mondo sotto una prospettiva completamente diversa. Questo è ciò che accade ai cinque protagonisti intenti a seguire e comprendere l’assurdo, esoterico racconto di Prairie Johnson. La presenza nel gruppo dell’insegnante Elizabeth “Betty” ci suggerisce che non ci sono limiti di età per credere.

Eh si, appartengo a quella fetta di pubblico che attende con ansia una seconda stagione, non per la sete di risposte, ma per tornare nuovamente a sognare.

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