RE’VOLVER INTERVIEW: intervista a Osvaldo Supino, in nomination ai LAIFFA Awards di L.A.

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1 febbraio 2018 di Fabrizio Re'Volver Daquino

Osvaldo Supino ha raggiunto la ribalta mediatica grazie al web diventando in breve tempo uno dei nuovi fenomeni pop italiani. A tutt’oggi è stato l’unico italiano nominato tre volte ai BT Digital Music Awards in Inghilterra. Nel 2016 con il videoclip di “Infinity” ha vinto il LAIFFA Awards a Los Angeles nella categoria “Best Music Video“.

Il suo ultimo album di inediti, “Resolution“, ha ottenuto più di 3 milioni di streaming su Spotify e annovera importanti collaborazioni tra cui Tempo Stokes, produttore di “AKA” di Jennifer Lopez, Trey Vittoe produttore di Selena Gomez, Glenn Travis autore e produttore di Chris Brown, e l’orchestra sinfonica di Nashville.

Quest’anno è nuovamente in corsa, per la seconda volta, ai LAIFFA Awards con una nomination per il video di “Back Home“. Nell’attesa di scoprire se riuscirà anche questa volta a portarsi a casa la statuetta, Osvaldo Supino ha scelto Re’Volver Blog per raccontarci i segreti del suo successo.

L’intervista di Re’Volver Blog a Osvaldo Supino:

– Tra i tuoi miti musicali hai affermato di avere Michael Jackson, Madonna e Claudio Baglioni. Che c’entra quest’ultimo esattamente con le altre due leggende del pop?

“Beh è una leggenda anche lui. La musica italiana è quella a cui per primo mi sono avvicinato quando ero piccolo, è quella con cui sono cresciuto fino ai 17 anni, momento in cui ho fatto il mio primo viaggio negli Stati Uniti e ho imparato a capire e amare le influenze più internazionali. La verità è che io non ho mai fatto una distinzione di genere musicale, di lingua, di suono. E’ l’impatto, l’emozione e la profondità quella che cerco, vado più di istinto che di logica.”

– A proposito di Baglioni, sarai al corrente che quest’anno dirigerà lui il Festival di Sanremo. Hai mai preso in considerazione il palco dell’Ariston come trampolino di lancio per la tua carriera?

“Abbiamo provato l’anno scorso proprio con “AMATI” che sarà il prossimo singolo estratto da Resolution, e ammetto che il fatto che non sia stata minimamente considerata mi ha un po’ deluso. Non l’abbiamo scritta pensando a Sanremo, tutt’altro… ma nel realizzarla ci siamo resi conto che ha una forza emotiva fortissima, un significato particolare e pensavamo di avere buone probabilità. Probabilmente se l’avesse ascoltata Baglioni invece che Conti sarebbe andata diversamente… non lo so. Evidentemente doveva andare così… e comunque poco male, dato che potete comunque ascoltarla, e se volete, farla vostra…”

– Quanto è difficile oggi, nell’era dei social influencer e degli Youtubers, riuscire a farsi notare come artista e a far crescere il proprio pubblico partendo da zero e senza i mezzi delle grandi major?

“Quello di essere indipendente è stata una scelta consapevole che ho fatto proprio mentre ero sotto una Major che mi voleva “diverso” ed io dopo 5 anni di continue oppressioni ho detto “basta, non ne posso più”. Oggi non seguo i numeri, vai in paranoia se inizi a farlo… Penso più a essere coerente con chi ha scelto di seguirmi, e con ciò che ho da dire, cercando ogni giorno di migliorarmi come autore, come interprete, come performer… alla fine il tuo testamento sono gli album che crei. I riflettori si spengono, i followers passano… la musica invece, se è fatta come si deve, terrà sempre il suo posto. Come chi ti sceglie consapevolmente.”

– Sei passato dall’incidere cover di Britney Spears a registrare il tuo primo album nel giro di qualche anno.

“Anche se avevo molti inediti pronti, proprio per il lavoro fatto con i produttori precedenti, purtroppo per questioni editoriali non mi fu permesso di rilasciare nulla di ciò a cui avevo lavorato, e di materiale ne avevamo davvero tanto. Fortuna fu poi, trovare Charlie Mason che ascoltando quella versione di “Get Back” che avevo messo su Myspace mi disse che aveva dei pezzi per me.”

– Hai già vinto un LAIFFA Awards nel 2016 a Los Angeles nella categoria Best Music Video con il videoclip di “Infinity”. Quest’anno hai ottenuto una seconda nomination nella stessa categoria con il tuo ultimo video “Back Home”! Un enorme risultato per un’artista italiano indipendente… emozionato?

“Molto emozionato, anche perchè “Back home” non è un singolo, ma è uno dei brani di Resolution di cui ho realizzato comunque il video per raccontarlo meglio, ed è un pezzo molto intimo che ho scritto pensando al rapporto che ho recuperato con mia sorella dopo tanti anni di silenzi. A prescindere da come andrà, mi sento davvero orgoglioso, ed è una cosa che da soddisfazione a tutte le persone che mi stanno aiutando a crescere come artista.”

– Il tuo ultimo album, “Resolution”, ha chiuso il 2017 in bellezza ricevendo il riconoscimento per oltre 3 milioni di streaming su Spotify. Per molti versi può essere considerato il disco della maturità, con sonorità più ricercate e collaborazioni di prestigio. Raccontaci i dettagli di questa tua ultima fatica discografica.

“Resolution è una parola che solo nel leggerla comunica positività, presa di coscienza e senso di responsabilità, ed è proprio ciò che ho pensato appena ho saputo della tragedia al Pulse di Orlando. Penso che oggi, in un tempo così complicato che non da alcuna sicurezza, dobbiamo tornare a seguire chi siamo, i nostri sogni, le nostre ambizioni ma anche a considerare il peso delle nostre azioni con gli altri e con noi stessi. Ho dato tutto a questo disco, come faccio in ogni album, ma stavolta sono riuscito anche a realizzare anche molti desideri… sognavo di cantare in spagnolo, di lavorare con Tempo Stokes (il produttore di Jennifer Lopez), di avere almeno un pezzo in Italiano, di collaborare con una grande orchestra… e ce l’ho fatta. E’ stata senza dubbio un’esperienza molto importante per me.”

– Parlaci di “Marvin’s Room”, il tuo video tratto da Resolution.

“Marvin’s Room l’ho registrata alle 3 di notte, in camera mia, di ritorno da una serata difficile. E anche se è originariamente di Drake, mi sono totalmente ritrovato in quelle note, in quella ritmica, tanto da sentirla uno sfogo per quello che stavo vivendo. Il video l’abbiamo girato a Miami insieme a Dimitry Zhitov, che oltre ad essere un grande e talentuoso professionista, è un pazzo come me. Per girarlo abbiamo cercato uno dei motel peggiori di Miami… cercavamo di raccontare la storia nella maniera più credibile possibile. …Ah se potessi mostrarvi il backstage!”

– Pensi di essere più apprezzato come artista in patria o all’estero?

“Probabilmente fuori, dove non è assolutamente meno facile dell’Italia data l’altissima competitività, c’è però molta più apertura mentale. Nel nostro Paese non importa se vendi, chi sei, cosa hai dadire, con chi stai collaborando, o qual è la tua storia. Se non sei passato da “Amici” o “X Factor” sembra che non sei da considerare. Ad ogni modo, mai avrei avuto il coraggio di provare fuori se qui non mi fossi sentito incoraggiato.”

– Qual è il tuo più grande desiderio da voler ancora realizzare?

“Ce ne sono ancora tantissimi. Ho appena iniziato..!”

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