RE’VOLVER INTERVIEW: intervista a Betta Lemme, la “bambola” italo-canadese del pop

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4 aprile 2018 di Fabrizio Re'Volver Daquino

Oltre 17 Milioni di visualizzazioni su YouTube, 3 Milioni di streaming su Spotify, Shazam-mato oltre 1 Milione di volte, Top 3 iTunes…e ora anche disco d’oro! La cantautrice italo-canadese Betta Lemme continua a spopolare con il suo singolo d’esordio ‘Bambola’.

Il suo vero nome è Elisabetta Lemme e, nonostante arrivi dal Canada, come il nome lascia intuire, ha chiare origini italiane. Meglio nota al pubblico come Betta Lemme, è lei l’autrice di uno dei tormentoni più importanti di questo 2018, “Bambola“, brano che sta spopolando in tutte le radio italiane e che ha scalato in poco tempo le classifiche di tutto il mondo! Le ho chiesto di svelarmi alcune curiosità riguardo il suo passato, le sue origini e il successo, ed ecco cosa mi ha raccontato…

L’intervista di Betta Lemme per Re’Volver Blog:

– Il tuo primo singolo “Bambola” ha da subito registrato cifre da capogiro, balzando in testa alle classifiche di tutto il mondo, Italia compresa! Qual è il segreto del suo successo?

“Non ho il segreto del successo. Tuttavia, ritengo che correre rischi ed essere onesti possa essere gratificante. Inoltre, assicurarti di avere una squadra di persone meravigliose intorno a te non fa mai male.”

– Come è nata l’idea di unire la lingua francese con quella italiana?

“Essere una canadese, cresciuta nella provincia francese del Québec e avere anche origini italiane ha giocato un ruolo importante. Tuttavia, sono molto attratta dalla musica francese e italiana. Ammiro come negli anni ’60 e ’70, questi artisti sono riusciti ad interpretare una singola canzone in più lingue, per condividere la stessa gioia o tristezza di quel brano con un pubblico diverso, indipendentemente dalla lingua originale. La natura inclusiva mi ha reso felice. Con Bambola, abbiamo iniziato a scrivere la canzone in francese, facendo riferimento alle mie note in inglesi e poi aggiungendo le parti in italiano. Abbiamo pensato, “Non sarà troppo?” Nah. Siamo solo onesti.”

– Mentre facciamo questa intervista ti trovi impegnata in studio di registrazione per ultimare le tracce del tuo primo album. Puoi anticiparci qualcosa?

“Siamo sempre in procinto di creare. Abbiamo così tante nuove canzoni! Non sto dicendo che sarà un album o un singolo, ma ci saranno sicuramente nuove canzoni molto presto.”

– Sentiremo altri brani in lingua italiana?

“Essendo canadese, non tutte le canzoni saranno in italiano ma posso dirti che le mie influenze italiane saranno sempre presenti (non solo nella parte lirica). Amo il rap italiano. Sto considerando alcune interessanti collaborazioni con artisti italiani.”

– Tra i tuoi più grandi idoli musicali hai più volte citato gli ABBA. Chi altro ti ha ispirato nel comporre “Bambola”?

“Quando abbiamo scritto questa canzone, stavamo scrivendo di qualcuno che si sentiva poco apprezzato, proprio come un oggetto o una bambola. La parola bambola in inglese e francese non corrispondeva alla traccia, quindi ho scelto “Bambola”. Tuttavia, sappiamo tutti che la parola “Bambola” è rimasta iconica nella storia della musica italiana grazie a “La Bambola” di Patty Pravo, così per omaggiare il suo talento artistico e il suo nome, abbiamo aggiunto “e come fossi una” nel ritornello. Gli artisti che mi hanno ispirato musicalmente per il brano sono molti, da Dalida, Dusty Springfield (o Pinot Donnagio) così come alcuni artisti di musica dance che amo.”

– Prima di intraprendere la carriera musicale hai lavorato come modella. Quando è subentrata la necessità di esprimerti su canali diversi come, appunto, quello della musica?

“Il bisogno di farlo era sempre lì, non se ne andava mai. La moda è stato un processo educativo che mi ha permesso di conoscere l’industria dell’intrattenimento. Quando il conservatorio di musica di Montreal si è rifiutato di sostenere il mio provino perché non ero in grado di leggere le note, non sapevo cosa fare. Avevo studiato fotografia e amato il design, quindi la moda mi avrebbe permesso di viaggiare, fotografare e incontrare più persone. Comunque è stato più o meno 3 anni fa che ho iniziato a sentirmi una codarda per non creare più musica, così mi sono trasferita a New York da sola e ho cercato di fare del mio meglio.”

– Vista la tua esperienza sul campo, quanto è importante per te la moda in un mondo ormai dominato dalle apparenze e dai like?

“La moda e la percezione di essa sono importanti per qualsiasi artista. Tuttavia, oggi i like possono essere acquistati, ma lo stile personale e l’originalità sono qualcosa che non si può comprare e in definitiva, credo che sia ciò che sorge e alla fine domina.”

– Che rapporto hai con l’Italia?

“L’Italia è ancora un paese che dovrei esplorare di più. Ancora una volta, essere una canadese di origini italiane mi ha privato della cultura e del modo di vivere di tutti i giorni, ma sento che Bambola mi ha permesso di tornare, imparare e entrare in contatto con il vostro paese.”

– Verresti mai a viverci?

“Vivere in Italia? Non ne sono sicura. Ma non direi di no ad una bella casa a Positano con vista sul mare.”

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