RE’VIEW: Rita Ora – “Phoenix” (recensione album)

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26 novembre 2018 di Fabrizio Re'Volver Daquino

Nonostante la figura di Rita Ora sia presente ormai da quasi dieci anni nel mondo dell’intrattenimento, gli episodi musicali che l’hanno vista protagonista sono davvero pochi. Un album di debutto nel 2012, un paio di singoli di discreto successo e una manciata di collaborazioni con altri artisti. Per il resto, la sua carriera ha altalenato tra apparizioni televisive come giudice ad X Factor UK e come modella per numerose campagne pubblicitarie, da Calvin Klein a Roberto Cavalli, passando per Superga, Coca Cola, Tezenis e Rimmel. Anche il cinema l’ha voluta protagonista nella pellicola Cinquanta Sfumature di Grigio nei panni di Mia Grey. Mi sono sempre chiesto se “Rita Ora La Cantante” avesse avuto altro da dire e in tutta risposta ecco arrivare sei anni dopo il suo secondo album di inediti, “Phoenix“.

Phoenix” si apre con l’accattivante “Anywhere” per proseguire con il singolo “Let You Love Me” che ha conquistato meritatamente le radio americane. Il disco ha al suo interno molte tracce riempite da ritmi e produzioni robuste, se si esclude l’episodio jazz di “Velvet Rope“. Non mancano nemmeno le collaborazioni; il dj svedese Avicii, scomparso prematuramente lo scorso aprile, è presente in “Lonely Together“, mentre la candidata ai Grammy Julia Michaels si unisce in “Keep Talking“. Ma il duetto più riuscito è quello con Liam Payne in “For You“, canzone già nota per essere stata inserita nella colonna sonora del film Cinquanta Sfumature di Nero. Divertente l’unione con Cardi B, Bebe Rexha e Charli XCX nell’appiccicosa “Girls“. Il pezzo più forte di tutto il progetto lo troviamo solo alla fine con “Soul Survivor“, dove Rita racconta le difficoltà che si incontrano sulla strada verso la celebrità e attacca coloro che l’hanno voluta a tutti i costi abbattere, senza però riuscirci.

Al primo approccio “Phoenix” si presenta come un perfetto album di musica pop con melodie ben fatte e messaggi significativi. Nè più nè meno. Ed è proprio questo a rendere il disco interessante nella sua forma. Per chi cerca sperimentazione o innovazione rimarrà deluso. Rita non vuole creare alcuna grossa aspettativa. Non vuole essere la nuova Beyoncé, nè tanto meno la nuova Madonna. Vuole solo inserire il suo tassello nel grande mosaico della musica pop. E sì, sembra proprio combaciare alla perfezione.

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