I 20 migliori album del 2019 di Re’Volver Blog

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15 dicembre 2019 di Fabrizio Re'Volver Daquino

Tra graditi ritorni e nuove rivelazioni, i 20 migliori album che ho apprezzato in questo 2019 racchiudono tutto ciò che il decennio si lascia alle spalle: nostalgia del passato, una generazione terrorizzata dal futuro e la necessità di riconnettere i popoli tra di loro.

20. Dido, “Still on My Mind”

Still on My Mind” è il quinto album di inediti dell’icona degli anni 2000 Dido e che segna il ritorno dell’artista dopo 6 anni di silenzio. Un silenzio che è stato fortunatamente interrotto dal pop elettronico e senza tempo, ormai suo consolidato marchio di fabbrica. Prodotto in casa insieme al fratello Rollo, questo nuovo progetto si rifiuta di inseguire le mode discografiche del momento e si ricollega perfettamente ai suoi migliori lavori del passato. La sua è una delle voci che ha segnato l’ingresso del nuovo millennio.

 

19. The Black Keys, “Let’s Rock”

Quello dei The Black Keys è un rock innocuo e vecchio stampo, che affascina proprio per i loro riff ritmici e melodici. “Let’s Rock” non è sicuramente il loro album migliore (almeno non all’altezza di “El Camino“), ma Auerbach e Carney continuano a soddisfare i loro fan con la spontaneità che li contraddistingue. Il disco suona ruvido e grezzo, senza virtuosismi e sovrapposizioni che oggi tendono ad invadere il rock’n’roll contemporaneo.

 

18. Ariana Grande, “thank u, next”

La prima cosa che salta alla mente leggendo il nome di Ariana Grande è pop mainstream. E la cosa è vera per metà. Sulla scia di Beyoncé, anche lei è riuscita a trasformare le sue disavventure romantiche e la tragedia dell’attacco terroristico al suo concerto in un disco di successo, catapultandola dal mondo delle teen idol a popstar affermata. Complice anche una direzione artistica meno pop e più r&b contemporaneo. Ipnotico il ritornello di “7 rings“.

 

17. MARINA, “Love+Fear”

Quando penso a Marina Lambrini Diamandis, nota a molti con il precedente pseudonimo Marina and the Diamonds, mi torna in mente la storica frase di un film cult degli anni ’80: “nessuno può mettere Baby in un angolo”. Perchè, nonostante un discreto successo ottenuto nel corso di quest’ultimo decennio, nessuno ha mai preso veramente sul serio il suo potenziale artistico. Con “Love+Fear” Marina abbandona l’indie-pop per abbracciare un mondo musicale più ampio e maggiormente definito dal suo onirico timbro vocale.

 

16. FKA twigs, “MAGDALENE”

L’attesa per il nuovo album di FKA twigs è stata accompagnata da un hype altissimo. Questo perchè “MAGDALENE” arriva a 5 anni di distanza dal disco d’esordio “LP1“, che ha consacrato la cantautrice britannica come nuovo astro nascente della musica. A metà tra Björk e i Massive Attack, questo nuovo progetto discografico si distanzia molto dal precedente lavoro. Non è un album di facile ascolto ed è quanto di più lontano possa esistere dal pop, ma riesce comunque a stregare ed inquietare come pochi altri.

 

15. Taylor Swift, “Lover”

Squadra che vince non si cambia. Sarà stato questo il pensiero di Taylor Swift quando si sarà accinta a lavorare al settimo album della sua carriera? Probabilmente sì e il risultato è sotto i nostri occhi (o meglio, orecchie!). Taylor non sbaglia una mossa e ci regala l’ennesimo album pieno di hit scala classifiche e campione nelle vendite. L’unica pecca è che al suo interno non troviamo grandi sorprese: stesse sonorità, stessi ritornelli, stesso mood. Speriamo che con il prossimo disco inizi ad armarsi di più coraggio.

 

14. Harry Styles, “Fine Line”

Harry Styles è riuscito con questa nuova fatica a scollarsi di dosso definitivamente l’etichetta di ex One Direction. Dopo l’ottimo esordio di un paio d’anni fa, la giovane popstar è riuscita a trovare la sua giusta dimensione anche in questo nuovo interessante progetto. Con la sua giusta dose di britpop e un pizzico di folk-rock, “Fine Line” è un abito che Harry indossa elegantemente. “Falling” è la traccia che meglio di tutte dimostra la maturità artistica del ragazzo.

 

13. Post Malone, “Hollywood’s Bleeding”

Interessante come, alla fine dei giochi, anche la musica trap possa arrendersi alle regole del pop. In questo nuovo album Post Malone mescola le carte e riesce a far convivere nello stesso brano un mito del rock come Ozzy Osbourne e una star della trap come Travis Scott. E la cosa assurda è che tutto funziona perfettamente. Ma non è l’unico asso nella manica del disco: in “Hollywood’s Bleeding” troviamo qua e la anche momenti orchestrali, sprazzi di punk e ottimi beat r&b.

 

12. Charli XCX, “Charli”

Il terzo album di Charli XCX è il quadro perfetto dei tempi in cui viviamo. Ed è anche la prova per la cantante di dimostrare al mondo che la sua non è solo musica fatta per essere divorata velocemente come in un fast food. O almeno non più. Le sonorità anni ’80 di “Gone” e le citazioni anni ’90 di “1999” rappresentano chiaramente un ritorno al passato che tanto affascina i millennials. Di alto livello sono i featuring presenti nel disco, tra tutti quello con la formidabile Christine and the Queens e la grandiosa Sky Ferreira.

 

11. Tove Lo, “Sunshine Kitty”

Sound glitterati e pop elettronico sono il biglietto da visita del quarto album in studio della svedese Tove Lo. “Sunshine Kitty” è una foto instantanea che ritrae il profilo migliore di questo 2019. Testi incisivi e provocatori come post su Instagram e melodie che si incollano nella mente. Dal french touch di Jax Jones alle strofe sudamericane di MC Zaac fino alla sensualità australiana di Kylie Minogue: Tove Lo ha fatto il giro del mondo e ci ha raccontato il suo punto di vista del viaggio.

 

10. Cigarettes After Sex, “Cry”

Un album cinematografico. Questo è in sintesi il mood di “Cry” e più in generale della band texana che con questo secondo lavoro confermano ancora una volta la loro visione musicale, ideale colonna sonora per serie televisive e film hollywoodiani di grande impatto. Voce dal tono androgino e sussurato, suoni evocativi e romantici. Impossibile non innamorarsene mentre, seduti in riva al mare, osserviamo le ultime luci del giorno andare via.

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9. Weyes Blood, “Titanic Rising”

Può un album avere un’anima retrò e futuristica allo stesso tempo? Sembra quasi un paradosso, eppure è ciò che ritroviamo in questo magico “Titanic Rising“. Weyes Blood è il progetto solista della californiana Natalie Mering che con questo quarto album ha unito a nozze l’avanguardia con il pop, tra atmosfere anni ’70, synth orchestrali e arrangiamenti folk. Un risultato incantevole che affascina ad ogni ascolto. Veniamo trasportati in un epoca senza età, dove il cinema di Lynch incontra i territori di Nashville. Qualità altissima.

 

8. Gesaffelstein, “Hyperion”

L’ultima prova di Gesaffelstein si intitola “Hyperion” ed si divide tra pezzi instrumentali e brani sostenuti da featuring di grande spessore come nel primo singolo del disco “Lost in the Fire” che vede la partecipazione di The Weeknd, mentre è Pharrell Williams a dare voce alla traccia più potente dell’intero progetto, “Blast Off“, uno tsunami di elettronica drum & bass dove è impossibile non essere travolti. Intriganti le voci delle HAIM nella slow-dance “So Bad“. La dimostrazione che l’electro-pop ha ancora motivo di esistere.

 

7. Madonna, “Madame X”

Oltre trent’anni di carriera alle spalle e una decina di album che hanno cambiato le regole della musica pop. Madonna non si arrende e con il suo quattordicesimo album, “Madame X“, si rimette in gioco esplorando nuovi territori e diverse culture. Portogallo, Capo Verde, Brasile, India e Giamaica sono solo alcuni dei paesi che convergono in un unico universo multiculturale, così come sconfinati sono i generi musicali che si amalgamano fra loro: disco anni ’70, trap, reggaeton, elettronica. In un mondo dove si vogliono innalzare muri, la Regina continua ad abbatterli.

 

6. Coldplay, “Everyday Life”

I Coldplay sono ormai un marchio di qualità. Quando parliamo di loro è difficile trovare difetti, come è difficile trovarne in questa nuova opera discografica dove la band britannica torna ad abbracciare il sound minimalista e orchestrale di “Viva la Vida“. In “Daddy” abbiamo solo un piano, una voce e un soffuso beat, tanto basta a renderla immensa. La presenza di cori gospel, fiati e assoli di sax donano al disco un’esperienza etnica, per certi versi inedita ai fan dei Coldplay.

 

5. Lizzo, “Cuz I Love You”

La vera rivelazione di questo 2019 è lei. Con la sua voce pazzesca e munita di autoironia ha conquistato le classifiche di tutto il mondo e l’apprezzamento della critica. “Cuz I Love You” è un album scritto da lei dove i temi ricorrenti sono la fiducia in se stessi, l’autostima e la lotta all’odio e al bullismo. Tra r&b, soul, blues e pop ritroviamo con piacere la presenza della Signora del Rap Missy Elliott in “Tempo“, uno dei pezzi più ipnotici del disco. Dopo due album poco fortunati, Lizzo ha trovato la giusta strada per salire la vetta.

 

4. Billie Eilish, “WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?”

WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?” è l’album di debutto di una giovane diciassettenne dal talento immenso. Ed ascoltando i vari brani che compongono questa opera prima è impossibile non apprezzare tutto il suo potenziale. Accompagnata da una produzione musicale innovativa, tra il dark e il romanticismo, la sua voce riesce a assumere toni demoniaci (“xanny“, “ilomilo“) e paradisiaci (“listen before I go“, “I love you“), alternati a episodi di sensualità (“my strange addiction“, “you should see me in a crown“).

 

3. ionnalee, “REMEMBER THE FUTURE”

REMEMBER THE FUTURE” è il secondo album della cantante svedese Jonna Lee che arriva a distanza di un anno dal precedente “EVERYONE AFRAID TO BE FORGOTTEN“. In questa seconda prova ritroviamo le stesse sonorità del suo predecessore, ma con meno atmosfere cupe. Diviso tra ambient pop e dance pop,il disco vanta collaborazioni con Röyksopp e Zola Jesus. La cover di Julee Cruise “Mysteries of Love” è una perla di rara bellezza.

 

2. Karen O & Danger Mouse, “Lux Prima”

Una è l’ex cantante della rock band Yeah Yeah Yeah, l’altro l’ex batterista dei Black Keys e componente dei Gnarls Barkley. Insieme hanno dato vita a questo elegante progetto dal titolo in latino “Lux Prima“. L’album rievoca le colonne sonore del cinema di Tarantino, le atmosfere pop anni ’90 e le frequenze di Nancy Sinatra. Il brano “Reveries” potrebbe tranquillamente essere la nuova “Bang Bang 2.0”. E dove il sound sixties incontra l’elettronica dei giorni nostri (“Nox Lumina“) il risultato è irresistibile.

 

1. Lana Del Rey, “Norman Fucking Rockwell”

Il quinto album della nuova diva del pop Lana Del Rey raggiunge livelli di perfezione altissimi. Ogni traccia del disco è una Polaroid sbiadita che ritrae quell’America, forte e piena di contraddizioni, tanto amata dalla cantautrice. Le coste soleggiate della California, le gita in barca, i locali sulla spiaggia sono la cornice perfetta per raccontare di amori perduti e di una generazione confusa e smarrita. Con il suo stile vintage e una produzione soft rock, l’effetto nostalgia è servito. Tra tutti gli album pubblicati da Lana Del Rey nel corso della sua carriera, “Norman Fucking Rockwell” è senza dubbio il più coraggioso e il più a fuoco.

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