RE’VIEW: Duke Dumont – “Duality” (recensione album)

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25 aprile 2020 di Fabrizio Re'Volver Daquino

Duke Dumont pubblica il suo primo album dopo un decennio di grandi hit che hanno infiammato le dancefloor di tutto il globo.

Il dj producer britannico Duke Dumont ha fatto irruzione sulla scena musicale per la prima volta all’inizio del 2010, accumulando una raccolta di successi dalle sonorità house soul abbastanza accessibili abbastanza radiofoniche ma non per questo necessariamente commerciali. È stato selettivo con le sue uscite nel corso degli anni rilasciando solo un paio di singoli ogni dodici mesi, ognuno di essi con un grande impatto. Fino ad arrivare un decennio dopo a dare il via ad un nuovo capitolo della sua carriera con un album vero e proprio.

Duality contiene 10 brani in totale, che vanno a comporre un’opera suddivisa in due capitoli. La prima metà è più focalizzata sulla club music dove troviamo le tracce più ottimistiche del progetto, con The Power che affonda in sintetizzatori sincopati e percussioni solide in pieno stile Camelphat, passando per Obey che con i suoi ripetitivi synth acidi rievoca il sound dei The Chemical Brothers, fino ad arrivare al funk estivo irresistibile di Ocean Drive.

 

La seconda metà del disco si ammorbidisce su tracce più soffici e più introspettive che si integrano maggiormente ad un ascolto casalingo. Mettendo un attimo da parte la house music con Together, l’album si intenerisce sulle note di Love Song per terminare con Let Me Go, la traccia più lunga e più affascinante del disco. L’album è arricchito dalla presenza vocale di molti artisti della scena underground come Zak Abel, Say Lou Lou, Roland Clark, How To Dress Well e RY X.

Gli album house, lo sappiamo, sono un affare complicato: ad eccezione di grandi classici come Homeworks dei Daft Punk o Settle dei Disclosure, spesso si presentano come progetti più propensi per un DJ set. L’album di debutto di Duke Dumont, Duality, fa alcuni coraggiosi tentativi per evitare di cadere nella stessa trappola, con ingredienti radiofonici che danno al disco la giusta miscela per essere divorato da un pubblico più vasto con risultati più che convincenti.

 

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