RE’VIEW: Michele Bravi – Anime di Carta (recensione album)

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25 febbraio 2017 di Fabrizio Re'Volver Daquino

⭐⭐⭐⭐ 4/5

​Michele Bravi ha aggiornato il suo software. La vecchia versione era un pò obsoleta. Non permetteva di utilizzare tutte le sue proprietà nel modo più completo possibile.

Così, archiviata la prima versione di A Piccoli Passi, l’artista carica al massimo le sue doti con questa freschissima prova che prende il titolo di Anime di Carta.

Ed è comprensibile già dall’intro del disco (Come L’Equilibrio) la direzione che il progetto vuole intraprendere. Bravi prende a braccetto la migliore influenza elettronica EDM degli ultimi anni ed inizia un nuovo cammino verso l’affermazione definitiva nel panorama musicale italiano. Non è un caso, infatti, se il primo brano che apre l’album parla appunto di cambiamenti. La linea melodica del brano rimane comunque ancorata ancora agli esordi, è solo più avanti, con il procedere nell’ascolto che Michele inizia a cambiare totalmente registro. Solo Per Un Po’ cancella ogni traccia con il passato. Il ritmo si fa incalzante, i BPM aumentano e l’EDM fa capolino con prepotenza. E tutto funziona alla grande. Andare Via è la cima del monte che Michele scala all’interno di questo album. Quello che sorprende è la semplicità con la quale il giovane raggiunge la vetta, senza fatica alcuna. È un abito che il cantante indossa con semplicità ed eleganza.

Non mancano nemmeno i due episodi in lingua inglese di ottima fattura, Shiver e Bones, ma è nei testi in lingua italiana che riesce meglio a comunicare le sue emozioni. Lo si era intuito già un paio di anni fa, quando nel 2015 Bravi pubblicò il coraggioso I Hate Music, un EP di sette tracce (più una versione acustica del singolo The Days) tutto rigorosamente in inglese. Progetto interessante, per carità, ma evidentemente non era ciò di cui il pubblico aveva bisogno, tant’è che l’EP passò in sordina.


Il Diario degli Errori rimane, a mio avviso, il pezzo più emozionante all’interno di Anime di Carta, non per niente è stato scelto per gareggiare al Festival di Sanremo, non per niente gli ha regalato una più che onorevole quarta posizione nella classifica finale della kermesse. Michele ripete la stessa formula nel brano di chiusura del disco, Chiavi di Casa, anche se quest’ultimo, probabilmente, non avrebbe avuto la stessa fortunata sorte nella città dei fiori.

Ci piace questo Michele Bravi 2.0. Aggiornamento completato al 100%.

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