RE’VIEW: Honey Dijon – “Black Girl Magic”

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6 dicembre 2022 di Fabrizio Re'Volver Daquino

Honey Dijon ritorna con uno stuolo di importanti artisti ospiti in questa sua seconda prova dal più che azzeccato titolo, “Black Girl Magic”, dove la dj producer espande la sua visione di musica house eclettica costruita sia per il club che per gli afters.

Forse alcuni di voi si ricorderanno di Dijon per aver dato il suo contributo alla realizzazione dell’ultimo album di Beyoncé, “Reinassence”, dopo essere stata notata dalla regina della black music stessa che l’ha scelta e voluta fortemente per il suo ultimo progetto.

Cresciuta a Chicago, Honey Dijon ha trascorso decenni ad affinare il suo stile dietro la consolle, passando dall’ipnotica deep house alla più ricercata dancefloor. Si è introdotta successivamente nell’ambiente newyorkese facendosi un nome come DJ, fashionista e attivista LGBT. È riuscita anche a ridare luce all’icona della rap music Eve, rispolverandola con una nuova veste da Diva House che si destreggia tra sintetizzatori satinati e beat trascinanti nel brano “In the Club”. Attraverso la jazz-house di “Work” e le gioiose atmosfere queer di “Everybody”, le tracce scivolano via intrecciando in ogni canzone messaggi di resilienza e comunità, temperati da testi che si concentrano sulla ricerca dell’amore.

Tra le tre voci presenti, i riff di pianoforte e gli hook di synth che ricordano i Daft Punk, “Show Me Love” è un grande esperimento di musica da ballo. “Don’t Be Afraid” è un brano techno ardente e spoglio destinato a produrre grandi remix ed esibizioni dal vivo.

Inserendo ogni aspetto della sua identità, Dijon mostra anche la sua passione per la moda fornendo materiale che potrebbe fare da colonna sonora a montaggi di passerelle anni ‘00. Come canta Pablo Vittar in “Everybody”: “My body’s designer / I’m rich ‘cause it’s mine, mine.”

Black Girl Magic” vuole essere un album che conferisce amore e speranza a tutti i presenti sulla pista da ballo. E i contrasti tra energia fumosa e ritmi frenetici ci dicono che ce n’è per ognuno di noi in forme indefinite e variegate come la musica che esce dalle casse.

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